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Raccontare come sono arrivate a me queste Shabad, queste Canzoni dell’Illuminazione, equivale a sottolineare un momento della mia vita in cui fortissimo era il desiderio di approfondire quel viaggio spirituale al quale il mio Maestro OSHO mi aveva da anni preparato, facendo nascere nella mia mente quella domanda la cui risposta può solo essere sperimentata e trovata dentro di sè: “Chi sono io?” Partecipavo in India a un gruppo intensivo di meditazione quando il suono di queste canzoni di Guru Nanak e di altri mistici illuminati appartenenti a diverse tradizioni, ha irrigato un filone assetato del mio cuore. Sono tutte in lode di OMKAR, della Divinità che tutti questi mistici hanno conosciuto. Non capivo le parole, ma il ritmo della tabla e i canti degli uomini hanno avuto un impatto incancellabile, al di là di ogni immaginazione. Al punto di cercare di scoprirne il significato e di intraprendere con l’amico indiano Yoga Teertha la traduzione in inglese. Il nostro lavoro di traduzione delle 56 canzoni selezionate è molto limitato rispetto all’ampiezza dei 6000 poemi (Shabad vuol dire la Parola) che compongono il Shri Guru Granth Sahib, il Libro Sacro e il Maestro dei Sikh, ma questi 56 poemi si sono rivelati una guida illuminante e determinante nel mio viaggio verso il Divino. I passaggi nel lavoro di traduzione sono stati molteplici. Sono poemi scritti in una lingua del Punjab, Gurmukhi, e sono molto essenziali, andando direttamente al cuore del problema dell’Illuminazione e sono cantati da soli uomini secondo dei ritmi di raga appropriatamente attribuiti. E’ stato dapprima difficile coglierne il significato e ci siamo aiutati con una spiegazione in Hindi che però, tradotta in inglese, era troppo lunga, tortuosa e lontana dalla purezza e dalla bellezza del testo originale. Finalmente ci è arrivato un testo “ufficiale” della traduzione in inglese e su quello abbiamo potuto confrontare il testo originale, depurandolo del soprappiù. E soprattutto ci siamo rituffati nella nostra esperienza personale di quelle parole. E il testo era pronto per la traduzione in Italiano alla quale con gioia infinita mi sono dedicata e dove ogni parola è diventata parte del mio sangue e delle mie ossa.
Suha
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