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Brahmanidhàna è il battesimo, ossia l’immersione del Sé nella corrente del Suono Sacro (Prenama, Om). In questo consiste la sacra opera che si compie per ottenere la salvezza e che rappresenta l’unico modo mediante il quale l’uomo può ritornare alla sua Divinità, il Padre eterno da cui si è allontanato. Il Suono Sacro si manifesta spontaneamente, coltivando la dinamica inclinazione dell’amore, naturalmente insito nel cuore. Quando questo amore si rende manifesto nel cuore, allontana dall’organismo ogni causa di eccitazione e lo calma riconducendolo a uno stato perfettamente normale. Rafforzando i poteri vitali, espelle tutte le sostanze estranee, cagione delle malattie, attraverso le vie naturali, ad esempio la traspirazione. Pertanto rende l’uomo perfettamente sano nel corpo e nella mente e lo mette in grado di comprendere giustamente gli insegnamenti della Natura. L’uomo potrà capire la vera natura del proprio Sé e del Sé di tutti coloro che lo circondano, solo dopo che questo amore si sarà sviluppato in lui. Grazie all’evolversi di questo amore, l’uomo ha la fortuna di assicurarsi la sacra compagnia di esseri divini ed è salvo per sempre. Senza questo amore l’essere umano non può condurre una vita naturale e gli è preclusa la compagnia della persona adatta a prendersi cura del suo bene; non comprendendo gli insegnamenti della Natura, egli fa entrare nel suo organismo delle sostanze estranee che lo eccitano e di conseguenza soffre nel corpo e nella mente; non troverà mai la pace e la vita sarà un peso. Quindi il requisito fondamentale per raggiungere la divina salvezza consiste nel coltivare il dono celeste di questo amore senza il quale l’uomo non potrà fare nemmeno un passo verso la liberazione. In questa creazione dobbiamo rispettare qualsiasi oggetto, animato, inanimato o per quanto insignificante possa essere. Alcuni ritengono che le divinità vivano nell’acqua, mentre lo studioso pensa che vivano nel cielo, lo stolto lo cerca nel legno e nelle pietre, ma lo Yogi realizza Dio nel santuario del suo Sé. Stare in compagnia del Guru, non significa soltanto trovarsi nella sua presenza fisica, ma vuol dire soprattutto racchiuderlo nel nostro cuore, fare nostri i suoi principi, metterci in sintonia con lui. Per restare quindi in compagnia di un essere divino, dobbiamo farlo diventare l’oggetto dell’amore del cuore, mantenendo costantemente presenti nella mente la sua immagine e le sue qualità, pensando a lui e seguendo amorevolmente i suoi insegnamenti, docili come un agnello. Per capire cosa voglia dire vivere in modo naturale, è necessario sapere che cosa significhi vivere innaturalmente. La vita dipende dalla scelta del cibo, della dimora e della compagnia. Quando si consegue una grande forza d’animo è possibile eliminare tutti gli ostacoli dalla via della salvezza. Questi ostacoli sono di otto tipi: l’odio, la vergogna, la paura, il dolore, la critica, i pregiudizi razziali, l’orgoglio della propria discendenza, la presunzione e corrispondono alle otto indegnità del cuore umano. L’eliminazione di questi ostacoli apre la via a Viratvam (la grandezza d’animo) che rende idoneo l’uomo a mettere in pratica Asana (posizione del corpo immobile e confortevole), Pranayama (controllo del Prana, ossia delle forze elettriche dei nervi involontari) e Pratyahara (rivolgere all’interno le correnti dei nervi volontari). Queste pratiche permettono all’uomo di appagare il cuore godendo degli oggetti dei sensi così come è previsto che accada nella vita famigliare. Evitando in tal modo il decadimento prematuro del corpo cui è soggetta la maggior parte degli uomini, lo Yogi può rimanere quanto desidera nella sua attuale forma fisica, avendo così il tempo di bruciare il proprio karma in un solo corpo e di esaudire tutti i desideri del suo cuore liberandolo. Finalmente purificato, non è più obbligato a tornare nuovamente sulla terra sotto l’influenza di Maya o a subire la “seconda morte”. Cinque sono gli stati del cuore umano: oscuro, ispirato, costante, consacrato e puro. Questi cinque diversi stati del cuore permettono di classificare gli uomini e determinare il livello evolutivo.
1. Il cuore oscuro Nello stato oscuro del cuore l’uomo si forma concezioni sbagliate; egli pensa che la creazione fisica sia l’unica e vera sostanza esistente e che non vi sia niente altro al di fuori di essa. Questo però è contrario alla verità, come è stato spiegato in precedenza, ed è soltanto l’effetto dell’Ignoranza, Avidya.
2. Il cuore ispirato Quando l’uomo percepisce i primi segni dell’illuminazione, comincia a paragonare le esperienze della creazione fisica che si forma durante lo stadio di veglia, a quelle del sogno; rendendosi conto che queste ultime sono soltanto idee, dubita dell’esistenza sostanziale delle prime. Il suo cuore allora si sente ispirato a penetrare la vera natura dell’universo e, facendo ogni sforzo per chiarire i propri dubbi, cerca delle prove per stabilire che cosa sia la verità.
3 . Il cuore costante Questo stato dell’uomo si chiama Dvapara, e quando, in un qualsiasi sistema solare diviene lo stato naturale di tutto il genere umano, si dice che l’intero sistema si trova nel Dvapara Yuga. Nello stato Dvapara il cuore consegue la fermezza. Se l’uomo continua a rimanere immerso nella corrente sacra, a esserne battezzato, perviene gradualmente a un piacevole stato in cui il suo cuore abbandona del tutto le idee del mondo esteriore e si dedica interamente a quello interiore.
4. Il cuore consacrato in questo stato di consacrazione l’uomo, ritirando il suo sé da Bhuvarloka, il mondo degli attributi elettrici, raggiunge Svarloka, il mondo degli attributi magnetici, le forze elettriche e i poli; egli allora diventa capace di comprendere Citta, il Cuore, la terza parte o parte magnetica della creazione.
5. Il cuore puro Continuando il cammino verso Dio, l’uomo innalza il suo sé fino al Maharloka, la regione del magnete, l’Atomo; allora essendosi ritirate tutte le varie forme dell’Ignoranza, il suo cuore giunge a uno stato di purezza privo di tutte le idee esteriori. L’uomo può quindi comprendere la Luce Spirituale.
Quando il cuore è in tal modo purificato, non solo riflette, ma rende manifesta la Luce Spirituale, il Figlio di Dio. Si vedrà come il discepolo, passando attraverso i vari stadi, diventi capace di concepire nel suo cuore i diversi oggetti della creazione; come egli gradualmente progredisca attraverso i vari stadi della meditazione e come, concentrando la sua attenzione sul sensorio, giunga infine a percepire quel particolare suono, Pranava o Subda, il Verbo Sacro. In quel momento, poiché il suo cuore diventa divino e l’Ego (l’Ahamkara, il figlio dell’uomo) si immerge o è battezzato nella corrente di quel suono… il discepolo diviene un Siddha, un adepto, un essere divino. I sette candelabri d’oro sono i sette centri luminosi del corpo ove si manifesta lo Spirito e sono conosciuti come:
1. cervello, Sahasrara
2. bulbo rachideo Ajina cakra
3. cervicale, Visuddha
4. dorsale, Anahata
5. lombare, Manipura
6. sacrale, Svadhisthana
7. coccigeo, Muladhara
Attraverso questi sette centri o chiese, l’Ego, il figlio dell’uomo, si dirige verso la Divinità. Nello stato del battesimo, l’Ego, il figlio dell’uomo, attraversando gradualmente i sette centri menzionati, ne acquisisce tutta la conoscenza; al termine del viaggio in tutte queste regioni, egli comprende la vera natura dell’universo.
Si è pienamente dimostrato che l’Amore è Dio e a qualsiasi credo religioso si appartenga, qualunque possa essere la propria posizione nella società, se l’essere umano coltiva questo principio fondamentale, insito naturalmente nel suo cuore, troverà sicuramente il sentiero giusto e non si smarrirà più nella creazione delle Tenebre.
“La vita è sempre incerta e instabile come una goccia d’acqua su una foglia di loto. La compagnia di un essere divino, anche per un solo istante, può salvarci e redimerci! "

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